Baku

Capitale dell’Azerbaijan, città cosmopolita colma di grattacieli in costruzione che stridono con il fascino della parte antica che si erge alle pendici della Torre della Vergine, sui toni del terra di Siena e sabbia. Una meta inedita ma che legittima il volo di 6 ore e le difficoltà linguistiche notevoli poiché solamente dal 2016, ha avuto l’occasione di poter ospitare il Gran Premio e quindi palesarsi a capitale (semi) europea di interesse turistico.

 

L’impatto in aeroporto è decisamente brusco, dei bislacchi tassisti alla guida di taxi londinesi palesemente fuori contesto e dai vivaci colori violacei, ci hanno accompagnato in centro attraverso moderne strade a quattro corsie a cui noi siamo davvero pochi abituati.

Il nostro albergo si trovava nella zona pedonale e ciò ci ha permesso di poter visitare la città completamente a piedi e di poter ammirare gli scorci, le numerose aiuole magistralmente curate e gli edifici storici come il Palazzo degli Shirvanshah, antica costruzione quattrocentesca di gusto vagamente mediorientale.

 

Il primo giorno abbiamo avuto la possibilità di salire in cima alla Torre della Vergine e di poter godere dello skyline della città, in continua espansione edile, sovrastata dalle due Flame Towers, moderni grattacieli a forma di fiamma simbolo della città.

A 28 metri sotto il livello del mare, è la capitale di stato più bassa del mondo e le rive del Mar Caspio sono state trasformate in dei veri e propri giardini artistici con una notevole varietà di fiori e piante, regalando scorci sempre diversi e distese verdi a perdita d’occhio. Irrinunciabile è un aperitivo in cima all’hotel Hilton che gode di una vista a 360° poiché è posto su una piattaforma roteante.

Baku è sicuramente una meta inconsueta ma di un fascino leggermente orientale che conquista, i colori, sapori e odori si contaminano e mutano da un gusto europeo sino ad uno più asiatico, l’ospitalità e il sorriso dei suoi abitanti sono davvero contagiosi e i meravigliosi tramonti creano la cornice perfetta ad una città che secondo il nostro modesto parere, subirà, tra qualche anno un turismo di massa alla stregua di Dubai.

Un commento su “Baku

  1. Bravi ragazzi,con la lettura riuscite a farci vivere il vostro viaggio in maniera dettagliata. Anche le foto sono bellissime e coinvolgenti.

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