Turkmenistan

Tra Proibizioni ed Attrattive

Un territorio vastissimo affacciato timidamente sul Mar Caspio e accarezzato dal maestoso deserto del Karakum; così si presenta il Turkmenistam, seconda potenza economica (dopo il Kazakistan) dell’Asia Centrale. Tra le più basse densità abitative per chilometro quadrato, la sua capitale è collocata ad Aşgabat.

Ma cos’è che caratterizza questo paese all’apparenza così incognito ed anonimo?! La sua dittatura: tra le più rigide al mondo e che pratica in maniera piuttosto aspra il “culto della personalità” nei riguardi del presidente in carica.

L’esempio emblematico rimane Saparmyrat Nyýazow, Presidente del Turkmenistan dal 1991 al 2006, lasso di tempo in cui ha governato il paese in maniera rigida e repressiva.

Possiamo citare alcune delle sue stravaganze:

  • nel 2005 ha ordinato la chiusura di tutti gli ospedali presenti nelle zone rurali, poichè secondo il suo parere chi ne aveva bisogno poteva recarsi negli ospedali cittadini;
  • sempre nel 2005 ha imposto a tutti i medici di non pronunciare più il Giuramento di Ippocrate, ma un giuramento dedicato interamente a lui;
  • ha modificato i nomi dei mesi e dei giorni con parole che richiamano lui ed ai suoi familiari prossimi.

Queste sono solo alcune delle stramberie dell’ex presidente turkmeno, ammorbidite solo in parte dal nuovo, Gurbanguly Berdimuhamedow.

Ciò che però ha maggiormente rapito la mia attenzione è il rapporto fra istituzioni e stampa, il Turkmenistan è classificato secondo l’Ong “Reporter senza frontiere” come penultimo al mondo per libertà di stampa.

Controllo massimo anche nei confronti dei social, dove pochissime persone hanno accesso ad un rete davvero limitata di contenuti. Altro ostacolo non indifferente è l’ottenimento di un visto, nel 2016 ne sono stati erogati solamente 6’000.

La procedura da compiere è davvero disagevole e prevede l’invito da parte di un’agenzia locale che analizzi i documenti, il passaporto nel caso specifico, in maniera esaustiva e scrupolosa.

Moltissime le attrattive presenti in questo paese ancora così poco conosciuto dal turismo, come il deserto del Karakum già sovraccitato e la Porta dell’Inferno. Purtroppo finchè nel paese vigerà questa dittatura assoluta sarà davvero arduo poterlo visitare con una predisposizione positiva.

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