Somaliland

Senza alcun riconoscimento dalla comunità internazionale, il Somaliland si palesa come l’unico al mondo ad aver una propria moneta, un proprio esercito e una propria organizzazione politica nonostante non sia ufficialmente identificato come uno Stato.

Intrattiene differenti rapporti diplomatici con moltissimi Stati fra cui gli Usa, gli Emirati Arabi ma anche con l’Italia. La capitale del Somaliland è Hargeisa, una città di 600’000 abitanti piuttosto pacifica al contrario delle vicine regioni della Somalia dove la sicurezza è ancora un miraggio, una città a tratti cosmopolita e che ospita il governo di questo paese autoproclamatosi indipendente nel 1991.

Di certo la cassa di risonanza riguardante le pretese avanzate dal popolo del Somaliland, non fa così notizia vista la storia analoga di altri paesi come il Sud del Sudan e il Kosovo che hanno saputo mantenere il punto su una questione enormemente delicata ma essenziale per una realtà così autonoma.

L’Unione africana, organo preposto alla risoluzione di tali questioni spinose, ha espresso un suo singolare giudizio sostenendo che basterebbe un semplice “divorzio” dalla vicina Somalia.

Un controsenso vista la decisione inossidabile del governo somalo di non accettare nessuna proposta di separazione delle due realtà, forse per la paura che altre regioni possano avanzare altre richieste simili.

Il Somaliland ha però una posizione geografica strategica che gli è valsa la firma di un accordo con gli Emirati Arabi da ben 442 milioni di dollari, grazie alla vasta area portuale nel Golfo di Aden che può esser sfruttata notevolmente per l’import ed export.

L’occupazione è forse uno dei tasselli mancanti di questo complesso puzzle, si stima che circa il 75% dei giovani sia inoccupato e la condizione delle donne risulti ancora pesantemente schiacciata dai dettami dell’Islam, dove per poter abortire c’è bisogno del benestare di un familiare di sesso maschile.

La sua moneta, lo scellino del Somaliland, ed il suo esercito degnamente organizzato, contribuiscono a formare una vera e propria organizzazione statale, un assetto quasi completo affinché questo territorio possa beneficiare del riconoscimento globale.

Un sogno non così lontano visto la continua mobilitazione dell’Unione Europea affinché avvenga il riconoscimento. 

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