Bordeaux

La Francia, nella mia fervida immaginazione, si è sempre contraddistinta come un importante polo culturale, come un luogo romantico, in cui possono accadere magie e in cui la razionalità, complice quella bellezza leggermente decadente, si va perdendo. Arrivando a Bordeaux, nonostante le due ore di ritardo del volo, abbiamo notato sin da subito una cittadina bellissima, molto curata e leggermente malinconica, come ho forse interpretato l’influenza delle numerose barriere antiterrorismo che cingono la lunga passeggiata adiacente il fiume Garonna.

Il nostro delizioso appartamento (con una meravigliosa Jacuzzi al suo interno) si trova in una delle piccole vie adornate da vetrine cariche di fiori freschi, baguette e raffinati articoli di design. Da qui ci avviamo, la mattina di Pasqua, verso Place des Quinconces (il nome è dovuto alla disposizione degli alberi all’interno di essa), dove al centro si trova il magnifico monumento dedicato ai Girondini, rivoluzionari vittime del Regime del Terrore. Poco più avanti si trova un’altra importante piazza sovrastata dal Grand Théâtre de Bordeaux, edificio dalla classica magnificenza settecentesca e nel districarci nel difficile dedalo di vie abbiamo scorto la chiesa barocca di Notre-Dame dove stavano celebrando messa.

 

Place de Quinconces
Grand Théâtre

Complice il mio grande amore per la storia dell’arte trascino Luca al Musée des Beaux-Arts all’interno del Palazzo Rohan dove sono conservate opere del Perugino, di Tiziano e di grandi artisti più contemporanei come Picasso e Henri de Toulouse-Lautrec. Optiamo per una sosta in un gradevole locale pieno di giovani, dove pranziamo abbastanza bene per gli standard culinari molto bassi, con un buon rapporto qualità-prezzo visto le cifre astronomiche dei bistrot francesi.

 

Apollo (B. Lemot – Jp Cortot)

 

Nel pomeriggio un veloce giro sino al Grosse cloche de Bordeaux e a Place de la Bourse dove il mio fidanzato ha sbattuto i piedi finchè non si è reso conto che il famoso specchio d’acqua, che gli avrebbe permesso di scattare foto da vero travel blogger, veniva riprodotto artificialmente solamente nelle ore serali. Ci dirigiamo poi, verso il CAPC, musée d’art contemporain dove la capacità di comprensione artistica del mio Luca è stata messa a dura prova da opere concettuali difficilmente decodificabili da chi non ha grande interesse per l’universo artistico.

 

CAPC

In serata finalmente godiamo della vista dello specchio d’acqua, davvero suggestiva e imponente e ceniamo in un pub sul lungo Garonna stremati dai 30.000 passi giornalieri.

 

Place de la Bourse

La mattina successiva visitiamo la Cathédrale Saint-André, in stile romanico, fu consacrata dal papa Urbano II nel 1096. Torniamo a casa con gli occhi carichi di una bellezza raffinata, tipicamente francese, di una compostezza architettonica e di abbinamenti sempre equilibrati e placidi ma in linea con una città in cui si percepisce la voglia di lasciare alle spalle la paura del terrorismo.

 

Cattedrale de Saint-André

 

Indirizzi utili

Wellkhome Appartements & Services – 4 Rue Saint Joseph

La Taniere – 41 quai Richelieu (Pub francese con ottimo vino)

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