Sahara Occidentale

Nel dicembre 2020 in pieno contesto pandemico, gli Stati Uniti hanno chiarito la loro posizione riguardo la questione del Sahara Occidentale, lembo desertico sottostante il Marocco.

Conteso da molti paesi e da sempre desideroso di indipendenza, il Sahara Occidentale si trova da decenni incastrato tra questioni politiche delicate e complesse.

Sino al 1976 sotto il diretto controllo spagnolo, attualmente l’Onu considera ufficialmente questo territorio nella lista dei “territori non autonomi”.

Nel 1884 la Spagna si insediò dopo la conferenza di Berlino per la spartizione dell’Africa, il territorio però era abitato principalmente da tribù berbere e questo fece indispettire il vicino Marocco che credeva più consona l’annessione al proprio paese.

L’Onu così riconobbe i diritti marocchini e chiese formalmente la negoziazione tra i due paesi per risolvere la questione in maniera del tutto pacifica.

Sembrava essersi aperto uno spiraglio per questo territorio conteso, quando vennero rinvenuti dei giacimenti di fosfati e questo bloccò il patto poichè subentrarono degli interessi anche di tipo economico, vedendo l’entrata in scena della potente Algeria, grande produttore di gas.

Con la malattia del leader spagnolo Francisco Franco, quest’ultima uscì di scena, vedendo contendersi il territorio fra Marocco e Mauritania.

A risolvere varie tensioni il 14 novembre 1975, si procedette col “trattato di Madrid” che però vide l’opposizione del Fronte Polisario, un gruppo di rivolta composto principalmente da studenti marocchini.

Nel 1979 la Mauritania uscì di scena e si inasprirono le incomprensioni tra Rabat e il Fronte e questo causò parecchie vittime tra civili e militari, nel 1991 le parti in causa sotto la stretta mediazione dell’Onu, siglarono un accordo di cessate il fuoco.

Da allora il conflitto è congelato e non si sono verificati importanti episodi di carattere militare. Nel 1992 venne indetto un referendum che ancora oggi non è stato compiuto poichè il censimento della popolazione risulta davvero arduo.

Incompleto il riconoscimento nella seduta del consiglio di sicurezza dell’Onu del 30 ottobre 2020, dove ci si è avvicinati ad un parziale riconoscimento come territorio marocchino. Certamente la presa di posizione americana, risulta limitatamente decisiva nel conclamare il Sahara Occidentale come superficie del vicino Marocco.

Decenni di conflitti e contrasti per non giungere poi ad un finale conclamato, un territorio ancora amministrato in maniera incerta e che  turisticamente parlando, avrebbe un potenziale madornale.

Un lembo di terra dove l’ombra dell’Isis spaventa e dove si temono conflitti aspri come la vicina Libia.

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