Transnistria

Non è Transilvania e non è Istria. Cos’è?

Sapevate che esiste un lembo di terra al confine tra Ucraina e Moldavia chiamato Transnistria.

Un territorio che si presenta come uno stato indipendente de facto, non riconosciuto però dai Paesi membri dell’ONU appartenente ad oggi alla Moldavia. Realtà davvero singolare nella moderna e ben delineata Europa contemporanea, ma che ben esplica la continua metamorfosi dei vari paesi.

La capitale è Tiraspol, seconda cittadina in Moldavia per popolazione. Un nostalgico tuffo nel passato accompagna il territorio, adornato da statue di Lenin ed architetture sovietiche. Ad oggi la frontiera per poter entrare nel “paese-non-paese” risulta alcune volte disagevole mentre in altre meno complessa.

Il sito ufficiale della Farnesina sconsiglia vivamente l’ingresso in questo territorio ma dopo aver consultato vari forum sull’argomento, si può facilmente dedurre che una gita di circa 10 ore (il tempo massimo consentito dal visto turistico che viene rilasciato alla frontiera) può essere effettuata.

E’ consigliabile munirsi di valuta locale prima ancora di accedere nel territorio, nello specifico il rublo transnistriano. Potrebbe certamente sembrare una follia visitare un luogo dove essenzialmente non esistono attrazioni turistiche tantomeno storiche o culturali, eppure per comprendere a fondo la difficile storia dell’est Europa credo che la Transnistria sia una tappa davvero stimolante. Ogni ora dalla stazione centrale della capitale moldava Chișinău partono dei van che la collegano a Tiraspol.

Da sempre più affine alla Russia, la Transnistria è uno degli scogli che divide la Moldavia dal suo ingresso nell’Europa ed essenzialmente viene utilizzata da Putin come “stato cuscinetto” vista la sua vicinanza all’Ucraina.

Forse una delle zone più povere del territorio europeo; è divisa dalla Moldavia da ben tre dogane, militarizzate ai massimi livelli. Tantissime le curiosità riguardanti la Repubblica Moldava di Pridnestrovie (nome meno usuale ma certamente più corretto), che ancor oggi è diviso da questioni politiche controverse, lo spettro di una guerra relativamente recente ed una nostalgica visione del mondo sovietico.

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