Skopje

Raccontarvi questa città può risultare un’impresa piuttosto ardua senza aver prima affrontato le tematiche riguardanti l’indipendenza della Macedonia del Nord (nome istituito nel 2019 dopo una lunga disputa con la Grecia).

Facente parte della Jugoslavia, nel 1991 ha dichiarato la propria indipendenza e da allora è una delle poche zone dei Balcani a non esser stata coinvolta in conflitti, specificatamente quelli degli anni ’90 e inizi del 2000.

Fresca di adesione alla NATO, è probabilmente uno dei paesi col PIL più basso d’Europa e più lontana, secondo il mio modesto parere, dagli standard di vita europei. 

Assieme a Sarajevo è forse la città europea più simile ad Istanbul ed è una delle poche dove si respira un’aria vagamente orientale, dovuta forse alla vista dei minareti che si stagliano sul perimetro della città.

Meta davvero poco turistica, offre però tante attrazioni: dal vecchio bazar (il più grande dei Balcani) sino alla Moschea di Mustafa Pasha.

Passeggiando per le vie centrali ci si imbatte certamente nella casa di Madre Teresa di Calcutta, edificio costruito sui resti della chiesa dove fu battezzata la Santa. Edificio dallo stile davvero curioso, come del resto si può notare in diversi angoli della città, dove si mixano gusti sovietici, ottomani o neoclassici.

Nella piazza centrale, Piazza Macedonia, campeggia un’enorme statua alta 22 metri che nasconde una piccola curiosità: l’opera rappresenta chiaramente Alessandro Magno ma i macedoni negano poichè la sua figura è da sempre contesa con la Grecia.

Poco più avanti si trova il Museo Archeologico, pantagruelico edificio in stile classico, simbolo della città e punto strategico da cui si gode una bella vista sul fiume Vardar.

Davvero tanti sono gli scorci interessanti in questa bella città, ma per calarsi appieno nell’atmosfera cittadina è essenziale sorseggiare un the nei locali arroccati nelle viuzze del gran bazar, spulciare nei tantissimi negozi di tessuti preziosi, assaporare gli odori delle spezie nel mercato coperto.

Skopje è una meta ancora poco conosciuta dal turismo di massa ma che merita una menzione speciale per il buon cibo, per la cordialità della sua gente e per la storia che si respira in ogni suo angolo. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.